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Sogno, una pianura vastissima che dirada
verso il mare.
Di un vento che mi trasporta oltre quella pianura e mi solleva fino a farmi
volare a bordo di un deltaplano immergendomi interamente nel blu del cielo.
Sorvolo paesaggi aerei stupendi, dove il mare si infrange su altissime scogliere
e i gabbiani volteggiano librandosi nel vento. Alcuni di essi quasi d'istinto
si staccano dal gruppo, ponendosi in formazione al fianco delle ali del delta.
Mi guidano nell' interno verso una grande piana poco distante da lì. La sensazione
che provo è bellissima, i movimenti del delta e dei gabbiani si eguagliano
fino a diventare un unico corpo. Voliamo alti, riesco a malapena a scorgere
sotto di me campi arati e masi sparsi qua e la. Da un lato c'è un paesino
antico arroccato su una collina che domina il paesaggio. Improvvisamente nel
cielo, come una cosa inaspettata, compaiono alcuni puntini colorati. Incuriosito,
accelero il delta sempre più, fino ad avvicinarmi ad essi. Ora i puntini sono
più nitidi, più grandi.
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Eccoli! Sono vicinissimi. Mi abbasso di quota fino a sfiorarli. Riconosco
gli aquiloni multicolori dei miei amici, vedo mia moglie e mia figlia che
con le mani alzate mi fanno cenno di planare. Come se avessero intuito tutto,
i gabbiani rompono la formazione e mi precedono indicandomi il punto dove
atterrare. Li seguo. Tiro a me il crossbar per planare e li vedo che virano
per tornare indietro: il volo è finito! Ma uno di loro, con uno scatto,
nuovamente mi precede rimanendomi vicino fino al momento in cui le ruote
del delta si fermano sul terreno, come se volesse dire: "Ecco, finalmente
sei giunto a destinazione, raggiungi la tua famiglia,
i tuoi amici, e fai volare i tuoi aquiloni in questo posto stupendo. Un'altra
volta, se mai ci rivedremo, ti condurremo in un altro posto, chissà… forse
a Tharros, o nella verde Irlanda, o tra le pagode giapponesi. Arrivederci
al prossimo viaggio. |
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