La luce dei tuoi occhi
S’offuscò,
e abbandonasti al vento
il tuo aquilone,
volteggiante
nell' aria vespertina.
Muta divenne la tua voce,
e spenta fu la tua pupilla
rivolta verso il Cielo,
mentre inseguivi trepidante
l’opera tua ingegnosa.
Sul campo devastato
dalla violenza umana,
a solo sette anni,
giacevi dilaniato dalle mine
che il passo incerto
aveva osato calpestare.
Gocce di lacrime
al posto di rugiada
si posano sui campi
a primavera.
Anima senza macchia,
tenera pianta eri tu,
tenera come l’erba
che abbraccia la pianura,
e tremolante e incerta
par esiti a spuntare.